05/10/2004

Un Master per studiare il commercio equo e solidale

"Un settore che si va consolidando. Abbiamo molte richieste dalle aziende"
di DANILO CHIRICO - ROMA - Dodici milioni di italiani conoscono i prodotti equosolidali, sette li hanno acquistati nel corso del 2003, con un trend di crescita del 40 per cento rispetto all'anno precedente. E anche la grande distribuzione comincia a vendere i prodotti del sud del mondo. Tanto che, secondo quanto sostenuto lo scorso anno alla fiera "Sana" di Bologna, il giro d'affari si aggira attorno ai 50 milioni di euro annui.
Se in Italia, insomma, il consumatore diventa più consapevole e attento, diventa necessario che l'intera filiera - che va dalla lavorazione alla produzione, dalle certificazioni alla distribuzione - sia maggiormente qualificata e organizzata. Su questi presupposti nasce il primo master "Master in Commercio equo e solidale, gestione e certificazione etica e biologica dei sistemi agro-alimentari" che si terrà nella sede di Reggio Emilia dell'Università di Bologna.
Il direttore Cesare Zanasi - che si occupa di economia dello sviluppo in agricoltura e di e-business per l'agricoltura - spiega che sono state "numerose le richieste da parte di imprese di questo settore in grande espansione" e che anche "nel corso dell'ultimo convegno sull'alimentazione della Fao è emerso un'esigenza di razionalizzazione di un comparto che si va consolidando molto velocemente".
Il Master, che sarà avviato alla fine di febbraio e sarà aperto a un numero di studenti che va da 15 a 30, formerà operatori che conoscano a fondo i principi della cosiddetta "economia civile". "Abbiamo costruito un raccordo tra diverse esperienze e sensibilità dell'"economia civile" - chiarisce Cesare Zanasi - dell'equità, della solidarietà, che tiene in considerazione la certificazione sociale, l'aspetto ambientale, la tutela del lavoratore e del consumatore". E così saranno forniti strumenti analitici e operativi sul commercio equo e solidale, la finanza etica (con particolare riferimento al microcredito per il produttore) e sulle produzioni biologiche (anche queste in grande espansione). Grande attenzione sarà dedicata alle economie internazionali e all'efficienza nella gestione d'impresa.
Un corso ad ampio raggio che potrebbe offrire ottime possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Potranno trovare spazio, infatti, presso le imprese del comparto agro-alimentare (alcune sono anche sponsor del master e ospiteranno gli studenti per uno stage di tre mesi), presso associazioni di categoria e istituzioni finanziarie. Ma i diplomati potranno sfruttare anche le competenze acquisite nella gestione dell'intera filiera equosolidale e bio e nel campo della sostenibilità ambientale e sociale: potranno svolgere pertanto attività di consulenza sulle transazioni commerciali e nel settore della certificazione etica, sociale e biologica. Con il diploma si otterrà, infine, la patente di "certificatore biologico".
Un master nuovo, quello di Reggio Emilia, capace di rivolgere un occhio alle necessità delle imprese ("che hanno bisogno di un'organizzazione più lucida", spiega ancora Zanasi) e l'altro alle esigenze del consumatore italiano. Che si riscopre ogni giorno più "etico".
Info: www.reggio.unibo.it
(28 settembre 2004)
tratto da http://www.repubblica.it/2004/ i/sezioni/universita/equo/equo/ equo.html

16:42 Scritto da: moliendo.cafe in Sociale | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Scrivi un commento